Abbiamo inquinato anche il Paradiso

Il Costa Rica è un paese intelligente, da prendere come esempio. Per diversi motivi.
1) Non ama la guerra e nel 1948 per primo al mondo, ha abolito l’esercito destinando a settori sociali i fondi che sarebbero serviti per armi e soldati.
2) Il 99% dell’energia elettrica viene da fonti rinnovabili: idroelettrica, geotermica, combustione di canna da zucchero e biomasse, energia solare ed eolica.
3) 18 tra parchi e riserve naturali proteggono il 13,7% del patrimonio paesaggistico che da solo conserva il 6% delle biodiversità dell’intero pianeta.
4) Vuol limitare i danni che i pesticidi provocano alla popolazione. Il paese centroamericano grande un sesto dell’Italia (Lombardia-Piemonte-Val d’Aosta messi assieme, ma con una popolazione di poco più di 4 milioni di abitanti, cioè quasi un quarto delle tre regioni italiane), vuol diventare il primo Stato del mondo a emissioni inquinanti zero; e intende smettere di essere uno dei paesi a più alto tasso di leucemie infantili.
Uno studio dell’Università Nazionale del Costa Rica (Instituto Regional de Estudios en Sustancias Tóxicas) e del Karolinska Institut di Stoccolma ha rilevato una diretta relazione tra il forte impiego di pesticidi in agricoltura e i tumori che colpiscono i giovanissimi: ben 300 bambini sugli 879 del campione sono risultati leucemici! Si è notato che il rischio di ammalarsi è tre volte maggiore quando i genitori (non solo agricoltori) entrano in contatto con i pesticidi entro il primo anno di vita dei loro figli.
Gli atenei costaricano e svedese lanciano un appello al governo locale perché controlli severamente i pesticidi importati (12.000 tonnellate all’anno) arrivando anche a vietarne l’uso. Chissà che dal Costa Rica arrivi un’ennesima lezione per l’umanità… In Italia alcuni di quei pesticidi si usano ancora.
Le sostanze attive che secondo lo studio delle due Università fanno morire di leucemia i bambini sono le seguenti: DICLORVOS, FENAMIFOS, MALATION, METAMIDOFOS, FOXIM e TERBUFOS presenti nei pesticidi organofosforati; PARAQUAT e PICLORAM contenute negli erbicidi; BENOMIL e MANCOZEB dei fungicidi.
Nel sito del Ministero della Salute italiano, si scopre che la diffusione di tali sostanze attive, da noi è spesso autorizzata.
Padre nostro dacci il nostro veleno quotidiano!
Anche augurandoci che questi veleni siano sparsi con parsimonia su cereali, verdura, frutta e su ogni tipo di pianta di uso alimentare, fa strano pensare che per fertilizzare il terreno non si ricorra più al sano concime organico usato per millenni e che per combattere parassiti e malattie delle piante non si impieghino uccelli o insetti-antagonisti o altri rimedi che la natura da sempre usa e la scienza ben conosce. E fa male pensare quanto la produzione, per accrescere il suo profitto, sia così cinicamente disposta a condannare tutti noi e il pianeta a un rapido avvelenamento. Nel modo più subdolo: attraverso il cibo, l’acqua e l’aria di cui non possiamo fare a meno.
Ecco quali sono le sostanze attive considerate pericolose da questo studio straniero e presenti in diverse formulazioni in alcuni antiparassitari e fitofarmaci che sono tuttora impiegati o lo sono stati fino a poco tempo fa anche nelle nostre campagne: e che comunque sono entrati nella nostra catena alimentare.
In maiuscolo le definizioni del Ministero della Salute italiano, riferite ai singoli prodotti… (segue su www.robertobrumat.it).
Si dirà che è tutto sotto controllo. Comunque viene da chiedersi: ma cosa stiamo mangiando?
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