Più Fortis, ragazzi!
Sarà che: sbianchettare forse costa fatica. Sarà che: squadra che vince non si cambia. Sarà che: certi affari sono come gli amori e non si scordano mai. Ma fatto sta che: le 167 banche del consorzio “Patti Chiari” - anche in questi giorni di sboom delle Borse e crac degli istituti di credito di mezzo mondo - sembrerebbero più che intenzionate a mantenere rotta e tradizione. E a non ritoccare più di tanto l’elenco di quelli che secondo loro sono gli investimenti arci-sicuri. E infatti: in quella lista - tra le cosiddette “obbligazioni a basso rischio”, consigliate ai clienti per “investire in tranquillità ” (come si legge, letteralmente, sul sito di Patti Chiari) - tra domenica e oggi campeggiano ancora nomi come: Dexia, Fortis, Wachovia e Hypo Real Estate. Che certo vanteranno un’ottima reputazione tra gli addetti ai lavori. Ma che ai più sono noti per un’unica ragione: giusto lunedì scorso queste banche hanno tutte - tutte - rischiato il tracollo. Trascinando con sè nello sconforto - e nel profondo rosso - le Borse al di qua e al di là dell’Oceano.
Ben inteso: nessuno di questi quattro moschettieri dell’Alta Finanza - fino ad oggi - ha fatto crac. Epperò vedere i loro nomi nella lista, che secondo gli uomini dei Patti Chiari, dovrebbe “orientare chi è privo di esperienza finanziaria e intende investire in titoli particolarmente semplici da valutare”, ovvero i risparmiatori più inesperti, fa una certa impressione. Per dire: prendiamo il caso di Fortis. Prima banca del Belgio e numero due in tutti i Paesi Bassi, questo istituto di credito è indubbiamente un colosso. Che per certo - anche per le sue dimensioni (85.000 dipendenti) merita di stare nell’olimpo delle banche più grandi del mondo (e infatti, secondo il quotidiano “La Repubblica”, è tra le prime venti). Ma forse non nella lista delle obbligazioni a basso rischio. Il motivo? La scorsa settimana ha avuto qualche problemuccio (circolavano voci su una sua possibile insolvenza) e polverizzato più di un terzo del suo valore in Borsa. Risultato: lunedì è stata salvata - con un’operazione di emergenza - dei governi di Belgio, Olanda e Lussemburgo. Che hanno versato nelle casse della banca la bellezza di 11 miliardi di euro. Evitando che con il crollo di Fortis, evaporassero anche i risparmi di milioni di ignari risparmiatori. Clienti di Patti Chiari, compresi.
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