Posts Taggati ‘berlusconi’

Sexgate a la italiana: el escándalo salpica a Berlusconi y una ministra!

By: il mago delle fiabe [ 8 Luglio 2008 ]


Cosi titola il giornale argentino Clarin, che non è un giornale gossip.
E’ un quotidiano come tanti altri. E cosa riporta tra le sue pagine Online?
Il titolo lo vedete ed ecco un breve stralcio, anche se non conosciamo la lingua spagnola!
Se dice que en la Caja de Pandora de las 8.400 intercepciones telefónicas realizadas por la justicia de Nápoles en una causa de corrupción que podría terminar en un proceso penal contra Silvio Berlusconi, hay algunas llamadas que no tienen relevancia penal pero son un cóctel explosivo por su fuerte contenido erótico y las referencias al sexo oral, que los italianos llaman il pompCensura! Según la prensa, en los diálogos telefónicos Berlusconi y su actual ministra de Igualdad de Oportunidades, Mara Carfagna, de 37 años, intercambiarían frases de tono más que subido con alusiones a il pompCensura!
Nel link leggerete il tutto e per intero, ma quì da Reset, diciamolo, è meglio autocensurarsi di questi tempi, anche se è solamente un innocente copia/incolla di FratelMaghetto!
Ordunque, grazie a questo quotidiano Online argentino, Clarin.com che ci ha fatto sapere…
Quanto è buono il formaggio con le pere!

Clicca per espandere Scopri/Nascondi la prosecuzione di “Sexgate a la italiana: el escándalo salpica a Berlusconi y una ministra!”

Popularity: 10% [?]

Veronica, licenzialo di Lidia Ravera

By: Cartapazio Bortollotti [ 7 Luglio 2008 ]

 

L’Unità di ieri, pubblica una lettera scritta da Lidia Ravera a Veronica Berlusconi.
Lidia Ravera vorrebbe convincere Veronica Lario a divorziare da suo marito.
Una lettera che poteva essere evitata o il pensiero, che in queste giornate accomuna molti?
Dopo quella famosa su Repubblica, della consorte del Premier, che chiedeva pubbliche scuse, è nata questa nuova moda che arriva dagli Stati Uniti. Scriversi attraverso i giornali!
Vediamo questa volta, cosa ha scritto Lidia Ravera a Veronica Lario!

Clicca per espandere Scopri/Nascondi la prosecuzione di “Veronica, licenzialo di Lidia Ravera”

Popularity: 4% [?]

Scoppia o non scoppia il Polpettone PornoPolitico?

By: il mago delle fiabe [ 4 Luglio 2008 ]


Grandi tensioni in Parlamento! Tutto è teso, nel senso del “teso“.
Dalle immagini del Capo dello Stato, che richiama il Csm perché esprime sulle leggi giudizi di costituzionalità che non gli competono, dall’uso politico delle intercettazioni che dimostrano il degrado di un Paese dove prima gli avversari venivano eliminati con l’avviso di garanzia, ora sono messi al muro con la “pornopolitica”, termine coniato dal Cavaliere.
L’Italia erotica è scesa in campo, anzi è scesa in Politica?
Ed in queste ore la tensione sale, per le indiscrezioni sull’uscita delle conversazioni private tra il premier ed alcune esponenti del Pdl. Alla Camera l’incubo Grande Fratello è nell’aria! E’ un incubo “hot”.
Leggiamo da alcune interviste della stampa titolata, alle “attrici parlamentari” come è l’aria a Montecitorio! Si dice che l’aria sia molto “sexy”. Si dice che l’incubo hot è nell’aria!
E’ questione di ore e poi “scoppia o non scoppia” in Parlamento il Polpettone Hot?

Clicca per espandere Scopri/Nascondi la prosecuzione di “Scoppia o non scoppia il Polpettone PornoPolitico?”

Popularity: 5% [?]

Grillo “Belin” non posso stare a guardare - Di Pietro Un capo del governo che fa un lavoro più da “magnaccia” - FratelMaghetto “Belin Che Caldo”

By: il mago delle fiabe [ 28 Giugno 2008 ]

    mago delle fiabe

StraUllallanti InterNaviganti della SpazialeBlogoSfera, diciamolo, anzi rinnovo dal titolo
Belin che caldo! E si è proprio così, il caldo infuria, la velina avanza e Colui il Quale mette su la “panza”…
E per la serie, “non me lo sarei mai creso”…
Il Buon Beppe, sfoga OnLine con un bel “Belin” e il “trebbiator di Montenero di Bisaccia”, accenna ad una Pre-Supposta attitudine lavorativa, di “qualche-duno”…quella del “Magnaccia”.
FratelMaghetto, invece sbotta…Belin che Caldo, perchè il “Ventilatore” ha mollato le quoia!
Andiamo a svelare lo sfogo del Buon Beppe da Genova, le esternazioni da Montenero di Bisaccia e i fulmini e saette al Ventilatore, che FratelMaghetto, ha sparato, in ogni dove!
Siete pronti a partire? Si però con calma, perchè diciamolo…Belin fa caldo!
Tanto “caldo” che vi aggiorneremo in “tempo reale“.

Clicca per espandere Scopri/Nascondi la prosecuzione di “Grillo “Belin” non posso stare a guardare - Di Pietro Un capo del governo che fa un lavoro più da “magnaccia” - FratelMaghetto “Belin Che Caldo””

Popularity: 6% [?]

Clandestini in Parlamento: aveva ragione Silvio

By: ilBuonPeppe [ 27 Giugno 2008 ]

Quel che è giusto è giusto: bisogna saper riconoscere la verità, anche quando questa arriva dall’avversario. Silvio ce l’aveva detto che alle elezioni ci sarebbero stati i brogli, ma non gli abbiamo voluto credere, lo abbiamo preso in giro, ci siamo fatti quattro risate delle sue paure.
Roma, 27 marzo 2008: “ho un solo incubo, quello dei brogli“.
Taormina, 29 marzo 2008: “stiamo mettendo in campo un esercito di 120 mila persone contro gli imbrogli della sinistra“.
Chieti, 9 aprile 2008: “sono sicuro che vinceremo che ce la faremo anche se la sinistra metterà in campo la sua abilità nel fare brogli“.
E invece aveva ragione lui: ci sono stati i brogli!

Se non fossimo stati così prevenuti, lo avremmo saputo anche noi. In fondo anche il ministro dell’interno Amato lo aveva detto: il rischio di brogli elettorali era reale, e il ministero stava predisponendo le misure necessarie ad evitarli.
Ma i brogli ci sono stati lo stesso.

Il protagonista della storia è un neo-senatore, tale Nicola Di Girolamo, eletto nella circoscrizione “estero - Europa”, e la storia… No, la storia non ve la racconto io, che da buon malfidato potrei travisare i fatti, ma ve la riporto prendendo direttamente la documentazione ufficiale reperibile sul sito del Senato.
Prima di lasciare la parola ai fatti, faccio solo una premessa, che peraltro dovrebbe essere superflua: un cittadino che si vuole candidare nelle circoscrizioni “estero”, deve essere residente all’estero, essere iscritto all’AIRE (albo degli italiani residenti all’estero) e certificare la sua residenza al consolato. Ed ora la storia, come descritta dai giudici nei documenti citati.


Il Di Girolamo nella sua richiesta di iscrizione all’A.I.R.E. del Comune di Roma ha dichiarato falsamente di essere residente in Belgio, nel Comune di Etterbeek, Avenue de Tervueren n. 143. Tale affermazione, si è subito rivelata falsa in quanto, tra l’altro, nel territorio del Comune di Etterbeek non esiste alcuna Avenue de Tervueren n. 143. […]
Gli ulteriori accertamenti espletati hanno consentito di verificare come il Di Girolamo Nicola Paolo non abbia mai risieduto nel territorio di quei Comuni e come lo stesso non abbia mai presentato, presso gli uffici amministrativi competenti, una domanda finalizzata ad ottenere la residenza e/o un permesso di soggiorno.
Il Di Girolamo risultava assolutamente sconosciuto all’anagrafe belga, per cui alcun diritto collegato alla residenza in tale luogo, avrebbe mai potuto esercitare.
[…]
In data 5.3.2008, sempre presso gli uffici del Consolato, il Di Girolamo si presentava da Mattiussi Aldo, collaboratore amministrativo a contratto, addetto all’ufficio notarile del Consolato d’Italia a Bruxelles, insieme all’amico ed ex collega di quest’ultimo, Cilli Oronzo. Il Mattiussi autenticava la dichiarazione dell’indagato di accettazione della candidatura in cui, sempre falsamente, il Di Girolamo dichiarava di essere residente nel territorio di quella ripartizione elettorale. Il Mattiussi rilasciava all’indagato, pure in mancanza della necessaria delega del Console competente, una certificazione consolare, che lo stesso Mattiussi sottoscriveva “per il Console”, in cui si attestava che il Di Girolamo era residente nella ripartizione elettorale del Consolato di Bruxelles ed era, di conseguenza, iscritto nelle relative liste elettorali. Il Mattiussi rilasciava tale attestazione, malgrado nel sistema informatico dell’anagrafe consolare (a suo dire consultata per il rilascio della citata certificazione, vedi dichiarazione del 30.4.2008), vi fosse l’annotazione che si era, e sin dal 14.2.2008, in attesa dei documenti che avrebbero dovuto attestare l’effettiva residenza del Di Girolamo in Etterbeek.
Cilli Oronzo, sentito in ordine ai fatti dichiarava espressamente quanto segue: “Mattiussi mi chiese di chi era quell’indirizzo forse per sapere se era un indirizzo reale ed io gli dissi che era il mio indirizzo e che il Di Girolamo avrebbe preso quell’indirizzo“.
[…]
In sede di interrogatorio, davanti al P.M. […] il Di Girolamo in questa occasione, evidentemente ormai consapevole che l’indirizzo in precedenza fornito (Avenue de Tervueren 143) non è situato nel territorio del Comune di Etterbeek come da lui più volte affermato nelle false dichiarazioni rese, indicava Bruxelles quale Comune di residenza, mentre il Comune nel cui territorio si trova “Avenue de Tervueren 143″ risulta essere Woluwe Saint Pierre, come a lui ben noto per avere presentato, solamente in data 8 maggio 2008, quindi due giorni prima dell’interrogatorio, la richiesta per ottenere la residenza.
[…]
Cilli Oronzo, titolare dell’appartamento situato in Avenue de Tervueren n. 143 Woluwe Saint Pierre […] davanti ai P.M. ha dichiarato che il Di Girolamo non aveva mai risieduto o abitato presso quell’indirizzo; si trattava di un indirizzo di comodo che lui stesso aveva fornito al Di Girolamo su richiesta di un suo amico.
Convocato presso gli uffici della Procura della Repubblica, Cilli Oronzo, dopo aver tentato di confermare la presenza del Di Girolamo nell’abitazione di Avenue de Tervueren n. 143 ha, poi, dichiarato in maniera chiara e precisa quanto segue: “il Di Girolamo sino ad oggi non ha mai abitato a casa mia in Rue de Tervuren 143; è passato qualche volta per vedere la casa ma non vi ha mai abitato“.
[…]
Cilli ha riferito, altresì, che il Di Girolamo pochi giorni prima che scadesse il termine per il voto all’estero lo chiamò per chiedergli di ritirare un plico elettorale a lui indirizzato, presso il Consolato. Il Di Girolamo era stato avvertito dell’arrivo del plico dal Mattiussi . Il Cilli a sua volta ricevuta la richiesta dal Di Girolamo chiamò il Mattiussi per essere sicuro che effettivamente il plico fosse pervenuto al Consolato. Ricevuta la conferma dell’arrivo del plico il Cilli, non trovandosi a Bruxelles, incaricò del ritiro del documento il suo amico Ferrante Dario, persona che occupava di fatto l’immobile di Avenue de Tervueren n. 143. Quest’ultimo si recò in Consolato dal Mattiussi e ritirò, senza apporre alcuna firma per ricevuta, il plico elettorale destinato a Di Girolamo. Il predetto diede incarico al Cilli di far aprire il plico elettorale al Ferrante e di farlo votare a suo nome, assicurandolo che avrebbe fatto pervenire “una delega” che lo avrebbe legittimato, a suo dire, a votare al suo posto. Il Ferrante “votava” al posto del Di Girolamo e rispediva il plico elettorale al Consolato.

E’ talmente chiaro che non c’è alcun bisogno di commentare.
Il giudice fa il suo lavoro, gli interessati confessano, i fatti vengono confermati dai documenti: più semplice di così! Quindi il tribunale trasmette gli atti per competenza al Senato, con la richiesta di autorizzazione a procedere; e di mettere agli arresti domiciliari l’interessato per evitargli di frequentare il Senato che occupa abusivamente.
La giunta elezioni e immunità parlamentari si riunisce, e in tre sedute decide che… il Di Girolamo è un perseguitato politico, per cui l’autorizzazione a procedere viene negata.
C’era da dubitarne?

Una persona produce dichiarazioni e documenti falsi, grazie a questi (e alla “collaborazione” di alcuni amici) si candida senza averne diritto, fa addirittura votare altri al suo posto, viene eletto e va ad occupare abusivamente un posto in Senato. E secondo la giunta (composta da suoi colleghi) è anche un perseguitato!
Vi fa sorgere qualche domanda, sapere il Di Girolamo è del PdL e che nella giunta suddetta sono presenti tutti i partiti (opposizione compresa)?
E vi dice qualcosa il fatto che uno dei legali del Di Girolamo si chiami Carlo Taormina?

Aveva ragione Silvio: alle ultime elezioni ci sono stati dei brogli. Perché non gli abbiamo dato retta?
Mi rimane solo un dubbio: i parlamentari eletti abusivamente, rientrano nella definizione di “clandestino” da cui questo governo vuole liberarci? Sarebbe la prima buona notizia.

www.pleonastico.it

PS: Chi