Comunque vada, sarà un successo
Sarà che lo diceva (anzi scriveva) anche il poeta inglese Rudyard Kipling: vittoria e sconfitta sono “due impostori” e vanno “trattati allo stesso modo”. Sarà che squadra che perde non si cambia. Sarà quel che sarà . Fatto sta che tutti gli uomini del segretario del Pd, Walter Veltroni - dopo aver regalato al Cavaliere una maggioranza bulgara - sono rimasti saldamente al loro posto. Del resto perchè crucciarsi? Cosa fatta, devono essersi detti al loft tra un caffè e una pacca sulla spalla, capo ha. E se il capo ora è Berlusconi, pazienza. E così buono buono ultimo - mentre i giornali erano in ben altre faccende affaccendati (dal nuovo nucleare alla vecchia emergenza munnezza) - ieri , anche Francesco Rutelli si è silenziosamente paracadutato sulla sua nuova poltroncina di ordinanza. I romani non l’hanno voluto come sindaco? Voilà il premio di consolazione: tornerà (per la settima volta) in Parlamento. E farà il presidente dell’unica commissione parlamentare (su 26) guidata dal centrosinistra. Quella per i servizi segreti. Come a dire: mica pizza e fichi (visti anche i 200 e passa mila euro di stipendio).
Qualcuno potrebbe obiettare: ma nei Paesi anglossassoni, e un po’ in tutte le democrazie dove domina quel bipolarismo tanto caro a Veltroni, chi perde ha almeno il buon gusto di farsi da parte. Eh, sì. Ma tutti gli uomini di Walter all’Inghilterra avevano già deciso di copiare lo “shadow cabinet” (inzomma, er governo ombra). E a quel punto devono essersi detti che bastava così. E poi: si poteva non concedere un’altra possibilità a tanta gente valida? Ovviamente, no. Unico neo: per molti, questa chance non era proprio la seconda. E nemmeno la terza. Per dire: la “giovane” (46 anni) Giovanna Melandri è dal 1994 che si candida (alle elezioni) per sconfiggere Berlusconi. Ebbene: nonostante le sconfitte (più che altro sue e del centrosinistra), fino ad ora ha accumulato 5 scranni da parlamentare e 3 poltrone da ministro (due volta ai Beni culturali e una alle Politiche giovanili). Poltrone ministeriali che ora - giustamente - saliranno a quota quattro. Grazie a quella nel governo “ombra” da cui dovrà vigilare come un mastino su un settore chiave come quello delle Comunicazioni. E quindi pure sul cosiddetto “decreto Salva-Rete 4″. Berlusconi - vista l’ottima prova (proprio sul fronte tivù) dei governi del fu ministro ora solo ombra Melandri (il D’Alema, l’Amato e il Prodi II) - sicuramente starà tremando. Gli elettori del centrosinistra, probabilmente, pure.
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