Italia, il Paese che verrà

Le elezioni Politiche del marzo 2018 hanno rappresentato un ulteriore scossone alla politica italiana. Definitivo tanto che gli esperti parlano di Terza Repubblica con la nascita del Governo Conte.

Forse è prematuro parlare di nuova Repubblica se le condizioni Costituzionali non mutano, sebbene la legge elettorale sia cambiata e anche la maggioranza di governo.

Ma è possibile prospettare cosa potrebbe accadere nei prossimi anni in Italia, un laboratorio che diventa anche iniziatore di nuovi modelli per altri Paesi che potrebbero accodarsi. In fatto di innovazione politica, da questo punto di vista, con la nascita del Movimento 5 Stelle, il Belpaese guida la classifica nel mondo.

Il M5S con Rousseau vuole ricreare l’arena politica, un po’ come Facebook vuole ricreare internet al suo interno, offrendo tutto quello che serve in un ambiente protetto, privato. Con la differenza che Facebook è a scopo di lucro, Rousseau no. Piaccia o no, già oggi su Rousseau è possibile proporre leggi ed emendamenti che saranno poi discussi dai rappresentanti – portavoce – nelle varie sedi istituzionali, dal Parlamento Europeo al Consiglio Comunale, passando naturalmente per Camera e Senato.

Il M5S sceglie online i propri candidati, le linee del proprio programma, vota online le decisioni più importanti (es. fare un governo con la Lega) e offre la possibilità di scrivere o modificare le leggi che andranno in discussione. Oltre all’organizzazione dell’attivismo politico sul territorio (ex Meetup, ormai quasi del tutto dismessi) e alla formazione di cittadini e amministratori, attuali e futuri – a costo zero per tutti.

Se il M5S avesse la maggioranza assoluta, oggi Rousseau sarebbe di fatto il laboratorio online della politica italiana. Ancora non c’è e forse non ci sarà mai, ma è certo che dinanzi alla quasi scomparsa delle altre forze tradizionali (partiti e partitini) il tutto si è catalizzato intorno a poche forze definite populiste e con un consenso crescente: Lega e M5S.

I sondaggi post voto parlano di un’ulteriore crescita della Lega, dal 18% al 25% e un lieve calo del M5S, dal 33% al 31%. Insieme superano il 50% e possono governare indisturbati. Forza Italia è quasi scomparsa, Fratelli d’Italia ridimensionata al 3%, la sinistra di Liberi e Uguali, grande flop alla prima uscita, sotto al 3%, Potere al Popolo non pervenuto. E il PD? Galleggia intorno al 18% con le sue lotte di potere interne, in attesa che Renzi l’opportunista si stacchi fondando il suo Fronte Repubblicano, erodendo ulteriori voti al PD stesso che pare destinato a scomparire o a diventare stampella renziana. Impossibile immaginare quelle forze nuovamente al governo negli anni a venire. Difficile anche prevedere cosa sarà del Paese con le nuove innovative misure come flat tax, semplificazione fiscale, reddito e pensione di cittadinanza: renderebbero l’Italia un luogo migliore dove vivere, lontani dai diktat delle grandi imprese che vogliono i cittadini strozzati da un’economia liberale incivile e ingiusta. Chiaramente gli eurocrati proveranno in tutti i modi a minacciare il Paese, ma Conte non è Tsipras, l’Italia non è la Grecia e non si piegherà ai diktat tedeschi, gli unici veri a beneficiare dello stato attuale.